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Le 7 regole d'oro della Medicina Estetica Etica: il Manifesto

I pregiudizi sulla medicina estetica creano paure e tabù in molte persone. Ecco il manifesto delle 7 regole d'oro che guida il mio approccio alla cura del volto.

di Dr.ssa Milena Castorina4 min di lettura
Le 7 regole d'oro della Medicina Estetica Etica: il Manifesto

I pregiudizi sulla medicina estetica creano paura e tabù a molte persone.

Già alla prima visita molti pazienti manifestano la necessità del “non si deve vedere” oppure “il mio compagno/a non se ne deve accorgere”. La grande maggioranza esprime il timore, legittimo, di ritrovarsi con un aspetto alterato o peggio rifatto.

Perché questo avviene? I modelli più riconosciuti, quando si parla di medicina estetica, sono le tante donne e uomini alterati dagli interventi non invasivi. I personaggi dello spettacolo sono diventati icone della malpractice.

La mancanza di conoscenza specialistica allontana molti, anche quei possibili pazienti che desiderano curare il proprio volto, ma non hanno il coraggio di superare l’idea che il risultato del trattamento possa peggiorare la propria naturalezza.

In realtà la medicina estetica del volto si è evoluta, diventando un’esigenza clinica importante per migliorare o mantenere i propri lineamenti, restituendo senza appesantire, in maniera coerente all’età.

Il manifesto delle 7 regole d’oro

L’offerta che riesco a dare nelle mie cliniche di Catania e Milano è paragonabile a un lifting chirurgico, ma il risultato senza chirurgia è più sofisticato: è quel miglioramento che c’è ma non si vede cosa è stato fatto.

Generalmente chi si rivolge a noi sa cosa vuole, ma neanche immagina cosa potrà ottenere, intimorito dalla negligenza dei tanti visi che si vedono in giro.

Ecco il manifesto delle sette regole d’oro della medicina estetica. Quella che viene praticata presso le mie cliniche, attraverso le tecniche più innovative e gli strumenti più avanzati, è una medicina estetica che non ti aspetti né di sentire durante la visita né di vedere in giro.

1. Interventi non chirurgici su misura

Ogni viso è unico e tale deve rimanere.

L’esperienza e una profonda conoscenza del tipo di interventi da praticare sono fondamentali per valorizzare senza alterare, per restituire un’espressione più bella, naturale e riposata.

Per ottenere i risultati promessi, oltre alla fine destrezza dei singoli interventi, sono necessari:

  • un occhio artistico;
  • un gusto raffinato che riesce a esaltare la bellezza di un lineamento o il fascino di un’espressione.

2. Gestire il tempo con garbo

Fermare il tempo è impossibile. Non esistono miracoli per fermarlo.

Chi lo promette attraverso interventi di medicina estetica crea l’illusione che si traduce in gonfiore diffuso permanente, che anziché ringiovanire, appesantisce i lineamenti e invecchia l’espressione.

Filler e botulino devono restituire, non aggiungere, perché solo il ripristino dei volumi di per sé non può ringiovanire.

Una buona pratica di medicina estetica del volto deve puntare a migliorare i difetti delle singole aree, gradualmente, puntura dopo puntura, per abbellire deve restituire un’armonia consona all’età.

3. Mantenere il capitale umano

La giovinezza e la bellezza di ognuno sono capitali assolutamente da non disperdere.

Ecco perché sempre più interventi del volto sono consigliabili in una fase di età in cui i difetti sono pochi: così saranno pochi anche gli interventi per correggerli.

Con l’avanzare dell’età il capitale che ognuno possiede da giovane si comincia a dissipare e per recuperarlo sarà necessario un maggiore investimento di tempo e denaro.

La medicina estetica del volto iniziata con la correzione dei primi difetti richiede meno interventi nel tempo.

4. Anche l’imperfezione è perfetta

Anche i visi belli, a guardarli nel dettaglio, presentano imperfezioni. Cosa li rende allora così belli? È l’armonia delle singole parti, quell’armonia che nell’arte o nell’architettura viene definita “proporzione divina”.

Quando si riposizionano i tessuti del volto con gli iniettabili (filler e botulino), ognuno dei singoli interventi segue linee guida che corrispondono a un programma, progettato immaginando di restituire l’equilibrio perso o mai avuto.

Sarà l’armonia e non la perfezione a rendere ogni volto più attraente. Filler e botulino devono restituire, non aggiungere.

5. La vocazione

Si parte dalla vocazione, un’inclinazione naturale a esercitare una professione che diventa progetto di vita, qualcosa da capire prima e realizzare dopo, che in seguito porta a scegliere con cura i propri strumenti, i propri attrezzi da lavoro (filler e botulino).

È la voglia di innovazione che mi guida a varcare i confini, al servizio della ricerca e del sapere, per migliorare e continuare a crescere in tutte le procedure che applichiamo nelle nostre cliniche, sia per il viso sia per il corpo.

Lo studio di progetti sempre più rivolti allo sviluppo ci permette di proporre costantemente nuovi modelli di cure ambulatoriali.

6. L’etica dell’estetica

Una lunga esperienza mi ha consentito, prima di osservare, poi di innovare un settore che ha subito molti mutamenti negli ultimi decenni.

Superando i pregiudizi dei luoghi comuni, ho scelto di affidarmi alla cultura del “fare qualità” e non quantità.

La mia missione è aggiornare ogni paziente sull’importanza di raggiungere una “bellezza gentile”, che migliora, ma non si deve vedere cosa è stato fatto.

7. L’importanza della prima visita

L’etimologia della parola medico viene dal latino medicus, derivato da medeor, “cura le malattie”. Per ogni medico, la prima visita è il punto focale su cui si basa il progetto curativo.

Attraverso l’ascolto vengono acquisite informazioni che raccontano la storia e le esigenze di ogni paziente.

Con responsabilità, in questo colloquio viene deciso come intraprendere il piano curativo ambulatoriale, che nelle mie cliniche sarà adeguato alle personali esigenze, rassicurante e soprattutto ricco di piacevoli sorprese.

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